Angioplastica

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L'angioplastica o angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) è una tecnica utilizzata per dilatare i restringimenti delle arterie senza ricorrere alla chirurgia. Il concetto di fondo dell’angioplastica è posizionare un catetere con un piccolo palloncino gonfiabile sull’estremità all’interno della sezione ristretta dell’arteria. Il palloncino viene gonfiato, per esercitare pressione sul restringimento e sulle pareti circostanti dell'arteria. Il palloncino gonfiato apre l’arteria ristretta dividendo e comprimendo la placca e stirando lievemente la parete arteriosa.

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Il palloncino può venire gonfiato diverse volte durante un intervento di angioplastica. Ogni palloncino è costituito di materiali speciali che ne consentono il gonfiaggio fino ad una specifica dimensione. È il medico a scegliere il palloncino che ha circa la stessa dimensione dell’arteria del paziente. Se possibile, il primo palloncino viene rimosso e altri, più ampi vengono utilizzati se è necessaria un’espansione supplementare.

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Come posso prepararmi alla procedura di angioplastica? Probabilmente il paziente deve astenersi da assumere cibo e bevande dopo la mezzanotte, la notte prima della procedura. In caso il paziente non abbia ancora smesso di fumare, il medico potrebbe consigliare di farlo prima del ricovero in ospedale.

Alcuni ospedali non consentono ai pazienti di portare dentiere o occhiali durante l’intervento. Se si portano dentiera o occhiali e si desidera tenerli anche durante l’intervento chiedere al personale di sala quali siano le direttive dell’ospedale a questo riguardo.

Cosa succede prima della procedura?

Indice

Test diagnostici

Successivamente all’accettazione in ospedale, la preparazione precedente al trattamento comprende esami quali ECG, radiografia del torace ed esami ematici di routine.

Conversazione con il proprio medico

In ospedale, il medico incontra il paziente per discutere riguardo la procedura e per fornire informazioni sui tempi approssimativi pianificati per la stessa. Illustra quindi i rischi possibili ed i benefici derivati e risponde ai possibili quesiti del paziente o dei suoi familiari.

Assicurarsi di comunicare al medico le terapie che si stanno assumendo al momento. Il paziente deve inoltre indicare al medico le allergie delle quali soffre, soprattutto al liquido di contrasto opaco ai raggi X o allo iodio. Tali allergie possono richiedere terapie supplementari prima della procedura. Inoltre è importante indicare al medico se esiste qualche intolleranza all’aspirina, poiché questa ed altre terapie vengono solitamente iniziate prima di una procedura e continuate per diversi mesi successivi.

Garanzia di comfort

Poco prima di lasciare la stanza, si consiglia di urinare in modo da sentirsi a proprio agio durante la procedura. A questo punto, il personale infermieristico somministra alcuni farmaci per aiutare il paziente a rilassarsi.

Generalmente a questo punto si praticano le seguenti due fasi preparatorie, che talora vengono svolte nel laboratorio di cateterismo:

Sempre prima dell'intervento, nella vena del braccio vengono posizionati un ago intravenoso (IV) e una cannula. Grazie a questa cannula è possibile, se necessario, somministrare rapidamente e facilmente fluidi o terapie.

Dove verrà eseguita la procedura?

La procedura viene eseguita in un laboratorio di cateterismo o in una sala di radiologia per procedure particolari. Questa sala può essere simile ad una di quelle nelle quali si esegue l’angiogramma diagnostico. Il paziente viene fatto sdraiare su di un tavolo per radiografie e durante la procedura una telecamera a raggi X si muove sopra il suo torace. L’equipe tiene sotto controllo il cuore collegando diversi piccoli tamponi a ventosa sul torace e utilizzando un registratore ed un monitor ECG specialistico.

Preparazione nel laboratorio di cateterismo

Preparazione della cute

L'area in cui devono essere inseriti i cateteri (inguine, braccio o polso) viene depilata e disinfettata per prevenire le infezioni. Il paziente viene quindi ricoperto con teli sterili.

Prima di iniziare la procedura, il medico inietta un anestetico locale (farmaco che induce intorpidimento) nel punto di inserimento dei cateteri. L’iniezione può essere percepita come una sensazione di puntura. Comunque, dopo che il farmaco ha effetto, il paziente deve percepire una sensazione velata di pressione nel punto in cui il medico sta operando con i cateteri. Comunicare al medico se si prova dolore.

Inserimento del catetere guida

Il medico sceglierà di inserire il catetere guida in uno dei tre siti di inserimento:

Approccio inguinale/femorale

L’introduzione del catetere nell’inguine richiede una piccola incisione sulla parte interna della coscia alta, in modo da poter inserire una guaina di introduzione (tubo corto) nell’arteria femorale. Successivamente il medico inserisce un catetere guida (tubo lungo e flessibile) nella guaina di introduzione e lo fa avanzare attraverso l’aorta fino al punto in cui le arterie coronariche si diramano al cuore o fino all’arteria periferica malata.

Approccio braccio/brachiale

L’introduzione del catetere nel braccio richiede l’esecuzione di una piccola incisione sul lato interno del gomito dopo aver somministrato l’anestesia locale. Il catetere guida viene quindi inserito direttamente nell’arteria attraverso la piccola incisione e viene fatto avanzare fino al punto di diramazione al cuore dell’arterie coronariche o fino all’arteria periferica malata.

Approccio transradiale

L’introduzione del catetere nel polso richiede l’esecuzione di una piccola incisione sul lato interno del polso dopo aver somministrato l’anestesia locale. Il catetere guida viene quindi inserito direttamente nell’arteria attraverso la piccola incisione e viene fatto avanzare fino al punto di diramazione al cuore dell’arterie coronariche o fino all’arteria periferica malata.

Iniezione del liquido di contrasto

Dopo l’inserimento dei cateteri, il medico inietta un liquido di contrasto, visibile ai raggi X, attraverso il catetere guida nell’arteria per esaminarne il restringimento. Il medico osserverà questa iniezione su di un monitor a raggi X, molto simile ad uno schermo TV. Anche il paziente può osservare queste immagini. Mentre vengono effettuate queste radiografie, il medico può richiedere al paziente di fare un respiro profondo e trattenerlo per alcuni secondi. Inoltre, gli può essere richiesto di tossire dopo aver completato l’immagine radiografica, per velocizzare l’eliminazione del liquido di contrasto visibile ai raggi X, dalle arterie.

Cosa accade durante la procedura? Durante la procedura il paziente è sveglio. Di tanto in tanto, il medico o un membro dell’equipe può impartire al paziente delle istruzioni. È importante ascoltarle ed eseguirle.

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L'angioplastica prevede le seguenti fasi principali:

Un filo guida viene fatto avanzare attraverso il catetere guida e attraverso l'arteria fino a quando la punta è oltre la restrizione.


Il catetere a palloncino scorre sul filo guida fino a quando non si trova all'interno del segmento ristretto. Raggiunta la posizione desiderata, il palloncino viene gonfiato. È normale provare dolore in fase di gonfiaggio del palloncino, poiché il flusso sanguigno attraverso l’arteria viene temporaneamente ridotto o bloccato. Questo dolore dovrebbe diminuire quando il palloncino viene sgonfiato. È importante informare il medico se si prova dolore.


Quando il medico ritiene soddisfacente il livello di compressione della placca e considera sufficiente l’apertura dell’arteria, rimuove il catetere a palloncino sgonfiato. Una serie di immagini angiografiche dell’arteria consente al medico di esaminare l’entità del miglioramento nel flusso ematico.


Dopo la rimozione del catetere a palloncino, del filo guida e del catetere guida, la guaina di introduzione può essere fissata e lasciata nell’arteria inguinale per diverse ore o una notte se la procedura è stata eseguita con approccio femorale. Se si è utilizzato un approccio brachiale o transradiale il medico richiude l’arteria e l’incisione e benda il braccio o il polso del paziente. Se la guaina è stata inserita nell’arteria brachiale o radiale, viene rimossa e viene effettuato un bendaggio stretto per applicare una pressione moderata all’area di inserimento del catetere.

Cosa accade immediatamente dopo la procedura?

Monitoraggio

Dopo la procedura, il paziente ritorna nella propria stanza in ospedale dove rimane sotto stretto controllo del personale paramedico. Viene sottoposto a frequente controllo della pressione arteriosa e viene collegato a un monitor ECG per consentire un monitoraggio cardiaco continuo. Mentre il paziente è sdraiato a letto, un paramedico controlla il sito di inserimento del catetere e il polso su piedi

Riposo a letto

Se il catetere è stato inserito attraverso l'inguine

Se per la procedura si è scelto l’inguine, è possibile che il paziente debba rimanere coricato per diverse ore. La guaina di introduzione viene solitamente rimossa entro sei ore dalla procedura ma può essere lasciata più a lungo se si continua la terapia con eparina, un farmaco somministrato durante la procedura. Mentre la guaina di introduzione è in posizione e approssimativamente per le sei ore successive alla sua rimozione, il paziente giace nel letto disteso e supino, mantenendo la gamba della guaina diritta e ferma. Per rimuovere la guaina di introduzione, l'infermiere o il medico esercita pressione sul punto di puntura per 20-30 minuti o fino a quando termina l’emorragia. Sebbene sia improbabile che in quel momento si verifichi un’emorragia, in caso di sensazione di caldo e umido o dolore acuto nell’area della puntura, chiamare subito. Rimanere sdraiati nel letto e premere sulla puntura con le dita. L'infermiere illustrerà come procedere. In caso di tosse o starnuto si deve premere sul sito con le dita.

Non provare a sedersi fino a quando non è il personale a ordinarlo. È importante rimanere distesi e stare fermi per evitare l’emorragia dell’arteria.

Se il catetere è stato inserito attraverso il braccio

Se per la procedura si è scelto il braccio, è possibile sedersi ma è possibile che venga ordinato di rimanere a letto per diverse ore.

Sollievo da dolore e disagi

La minzione è frequente poiché i reni devono eliminare il liquido di contrasto, visibile ai raggi X, che è stato iniettato nelle arterie. Inoltre, al paziente viene ordinato di bere altri liquidi per facilitare l’espulsione renale di questo liquido di contrasto. In caso fosse necessaria assistenza per qualsiasi attività durante questo periodo (ad esempio per utilizzare la padella o recarsi al bagno) chiedere aiuto al personale.

Se la postura nel letto dovesse causare dolori alla schiena sarà cura del personale infermieristico sistemare il paziente in modo più confortevole. È possibile che venga concesso di piegare l’arto inferiore che è stato coinvolto nella procedura. Il personale può inoltre sollevare leggermente la testata del letto per alleviare il dolore alla schiena. Se nonostante tutto il paziente sente ancora dolore, il personale infermieristico può somministrare dell’antidolorifico.

Un lieve dolore al torace è comune nei momenti immediatamente successivi ad una procedura coronarica ma dovrebbe scomparire entro una o due ore. Se il dolore al torace aumenta o si ripresenta, comunicarlo subito al personale. Se gli esami indicano che il dolore può essere causato da un problema con l’arteria dilatata, può essere necessario eseguire altre radiografie dell’arteria prima di dimettere il paziente. Il ripresentarsi del dolore toracico non è comune oltre i primi trenta minuti successivi alla procedura.


Ritorno a casa

Viene richiesto di camminare entro 12-24 ore. Il personale infermieristico assiste il paziente quando esce dal letto per la prima volta.

Prima della dimissione dall’ospedale, il paziente potrebbe desiderare discutere dei fattori di rischio di coronaropatia e/o vasculopatia periferica con il personale medico o infermieristico. È importante stabilire obiettivi realistici quando si programmano cambiamenti al proprio stile di vita e alle proprie abitudini alimentari.

Dopo la procedura, un paziente viene solitamente dimesso dall’ospedale dopo uno o due giorni. Al paziente si consiglia di farsi accompagnare a casa piuttosto che guidare egli stesso.

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