Cateterismo vescicale

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Indice

Cateterismo vescicale

Introduzione, con posizionamento provvisorio o permanente, di un catetere sterile, in vescica per via transuretrale o sovrapubica a scopo:

-diagnostico,

-terapeutico,

-evacuativo. Epicistostomia: quando non è possibile drenare le urine per uretra , o in particolari condizioni come durante alcuni interventi chirurgici o nel caso si voglia evitare una lunga permanenza in uretra del catetere può essere utilizzata la puntura sovrapubica (di competenza medica)

Il posizionamento del drenaggio epicistostomico può essere eseguito in due modi.

· Con tecnica di Seldinger.

· Per puntura diretta.

Nel primo caso si introduce per via sovrapubica un ago in vescica e, all’interno di esso si fa passare un filo guida per pervio il tramite e consentire il passaggio del catetere.

Nel secondo caso il catetere utilizzato è dotato di un mandrino metallico con punta tagliente e può essere introdotto direttamente, previa anestesia locale. La rimozione del mandrino permetterà di drenare direttamente urina.

Il sistema di ancoraggio può essere affidato ad un palloncino gonfiabile (quindi almeno due vie), oppure il catetere può avere l’estremità a “pig tail”, o anche dotato di ali di ancoraggio tipo Pezzer. Generalmente viene fissato anche alla cute con dei punti di sutura o con sistemi adesivi di ancoraggio. Esistono cateteri epicistostomici a tre vie che consentono anche l’irrigazione vescicale.


Indicazioni

Perché il cateterismo sia efficace, è importante la scelta del tipo, del materiale, del calibro e della forma del catetere. L’attenta considerazione delle caratteristiche richieste, cioè la lunghezza dello stelo, misura dei palloncini e materiali usati per la fabbricazione, favorirà una migliore selezione.

La cateterizzazione può essere praticata per le seguenti ragioni:

1. Svuotare il contenuto vescicale, per esempio prima o dopo intervento chirurgico addominale, pelvico o rettale e prima di alcuni esami;

2. Determinare il volume di urina residua dopo una minzione;

3. Permettere l’irrigazione della vescica;

4. Bypassare una ostruzione;

5. Risolvere una ritenzione urinaria;

6. Introdurre farmaci citotossici nel trattamento di carcinomi papillari della vescica;

7. Permettere l’esecuzione di test di funzione vescicale (Urodinamica);

8. Misurare l’emissione di urina con accuratezza, per esempio quando il paziente è in stato di shock;

9. Mitigare l’incontinenza quando non è controllabile con alcun altro mezzo;

10. Svuotare il contenuto vescicale prima del parto.

Le complicanze più frequenti del cateterismo vescicale sono:

- le infezioni delle vie urinarie,

- i traumatismi uretrali (creazione di false strade) con successiva formazione di stenosi uretrale.

Particolare attenzione va posta nei confronti delle infezioni urinarie che rappresentano circa il 40 % delle infezioni ospedaliere. Un cateterismo estemporaneo può provocare infezione nel 1-3 % dei casi, un paziente portatore di catetere a permanenza con sistema a drenaggio aperto, dopo 4 giorni, può sviluppare infezione nel 95 % dei casi. Con sistema a drenaggio chiuso la percentuale si riduce notevolmente, anche se non scende sotto il 20 %.

Il cateterismo vescicale è una manovra di competenza infermieristica, dietro prescrizione medica. E’ infatti considerata tra le tecniche che vengono insegnate al primo anno di corso del D.U. per infermieri; non viene fatta distinzione fra cateterismo maschile e cateterismo femminile, e tra cateterizzazione con cateteri molli o semirigidi. tecniche di cateterismo vescicale : -a circuito aperto manovra d'inserimento sterile o asettica,con sacca di raccolta non sterile - a circuito chiuso manovra d'inserimento sterile con sacca sterile a circuito chiuso, dotata ciè di valvola antireflusso Procedura: Preparazione materiale :raccogliere tutto il materiale necessario alla cateterizzazione su un carrello o supporto stabile kit per cateterismo contenente il seguente materiale sterile:

· telino

· telino fenestrato ( per il cateterismo maschile)

· garze

· antisettico

· lubrificante in siringa

· soluzione fisiologica in siringa

· cateteri di diametro vario

· sacca di raccolta a circuito chiuso

· guanti monouso

· 2 paia guanti sterili (e di riserva)

· flacone di soluzione fisiologica e schizzettone sterili per eventuale lavaggio

Preparazione utente

· spiegare al paziente la procedura che gli verrà fatta

· coprire la postazione del paziente con paravento

· procedere ad accurata igiene intima (se non autosufficiente)

· effettuare ispezione per evidenziare fimosi, stenosi o malformazioni

· posizionare il paziente in posizione supina o in posizione ginecologica per le donne

Campo sterile

· effettuare accurato lavaggio delle mani con antisettico

· aprire il kit per il cateterismo

· indossare il primo paio di guanti sterili

· aprire il telino e disporre il materiale sullo stesso

· versare l’antisettico su varie garze

· distribuire parte del lubrificante della siringa su una garza

Antisepsi

eseguire una accurata antisepsi dei genitali

·nell'uomo:retrarre il prepuzio sul glande, quindi con le garze imbevute di antisettico, procedere dal meato urinario verso la base del glande con movimenti circolari , nella donna: aprire le grandi labbra e le piccole e disinfettare accuratamente la zona periuretrale con movimenti dall'alto verso il basso

· ripetere più volte cambiando la garza fra un passaggio e l’altro

Lubrificazione

· nell'uomo:introdurre nell’uretra la restante parte della siringa con lubrificante o meglio utilizzare un lubrificante con lidocaina monodose se si prevede una manovra difficile o dolorosa. nella donna: lubrificare il primo tratto del catetere

togliere il primo paio di guanti sterili

Scegliere il catetere secondo le necessità e l’esito dell’ispezione

· aprire le confezioni e disporre il catetere e la sacca sul telino sterile

Pre-cateterismo

· indossare il secondo paio di guanti sterili

· collegare la sacca al catetere

· distribuire il lubrificante lungo il decorso del catetere a partire dall’estremità distale fino a circa metà della lunghezza

· posizionare il telino fenestrato attorno al pene

Cateterismo nell'uomo

· afferrando il pene con la mano sinistra utilizzando la garza sterile, introdurre il catetere nell’uretra gradualmente mantenendo il pene perpendicolare all’addome fino ad avvertire la resistenza dell’uretra bulbare

· successivamente abbassarlo e continuare l’inserimento fino ad avvertire la resistenza prostatica

· continuare l’inserimento fino al superamento del collo e/o alla prossimità della coda del catetere nella donna: individuare il meato urinario discostando le piccole labbra ed inserire il caterere per pochi cm sino alla fuoriuscita dell'urina

Verifica

· la fuoriuscita d’urina conferma di aver raggiunto la vescica

· se l’urina non esce subito, può essere dovuto al lubrificante che occupa temporaneamente il lume, schiacciare un paio di volte il catetere

· se ancora l’urina non compare eseguire un lavaggio per verificare l’effettiva posizione del catetere, prima di diagnosticare l’assenza di ristagno vescicale o anuria

· iniettare la soluzione fisiologica della seconda siringa per gonfiare il palloncino del catetere, e ritirarlo delicatamente fino a che non si avverte la resistenza del collo vescicale

· durante l’introduzione se si avverte una resistenza insolita, ritirare un po’ il catetere e ruotandolo sul suo asse cercare una nuova introduzione, sempre con gradualità e senza forzare se non si è convinti della manovra

· eventualmente per garantire miglior lubrificazione dell’uretra si potrà ricorrere all’introduzione di un lubrificante sterile con beccuccio.

· durante il gonfiaggio del palloncino se si avverte eccessiva resistenza e/o nel contempo il paziente lamenta dolore, verificare che il catetere sia effettivamente in vescica, utilizzando un leggero lavaggio vescicole

Svuotamento

· controllare lo svuotamento dell’urina, sospendendo il flusso ai primi 600 ml

· continuare con intervalli di 30’ con la fuoriuscita di 300 ml ogni volta, fino al completamento (per evitare possibili emorragie), poi lasciare il flusso libero.

10) Eliminare il materiale

· Effettuare lo smaltimento del materiale utilizzato osservando le procedure in uso e il rispetto della Legge 626

11) Informazione sulla gestione

· informare l’utente per facilitare l’uso corretto dei presidi e sul comportamento da adottare per evitare danni o complicazioni, riducendo gli aspetti negativi sulla vita quotidiana.


vedi anche :

Strumenti personali