Virginia Henderson

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Figlia di un avvocato di Washington, Virginia Henderson nasce a Kansas City nel 1897. Nel 1918 si iscrive alla Scuola Militare di nursing di Washington. Una volta diplomata percorre una strepitosa carriera nel campo dell'insegnamento. Pubblica inoltre numerosi testi e si occupa attivamente di ricerca, principalmente presso la Yale University.

Opere

The Principles and Practice of Nursing (1955); Basic Principles of Nursing Care (1960)

La Henderson è l'autrice della più celebre e ancor oggi accettata definizione del nursing, contenuta nell'edizione del 1955 del volume The Principles and Practice of Nursing:

"La peculiare funzione dell'infermiere è quella di assistere l'individuo malato o sano nell'esecuzione di quelle attività che contribuiscono alla salute o al suo ristabilimento (o ad una morte serena), attività che eseguirebbe senza bisogno di aiuto se avesse la forza, la volontà o la conoscenza necessarie, in modo tale da aiutarlo a raggiungere l'indipendenza il più rapidamente possibile".

La teoria del nursing formulata dalla Henderson è influenzata dalla teoria dei bisogni di Abraham Maslow, dal concetto di omeostasi di Claude Bernard, dalle teorie psicologiche di Edward Thorndike, dal concetto di relazione infermiera-paziente di Ida Orlando, dall'osservazione personale sull'assistenza riabilitativa alle persone portatrici di handicap. La definizione di nursing elaborata dalla Henderson non è da intendersi, come scritta sul marmo, bensì è suscettibile di modificazioni, secondo le riflessioni della stessa autrice, col mutare dei bisogni sanitari della popolazione.

La Henderson identifica nel paziente quattordici bisogni fondamentali, oggetto di accertamento e di cure infermieristiche:

Respirare normalmente. Mangiare e bere in modo adeguato. Eliminare i rifiuti del corpo. Muoversi e mantenere una posizione desiderata. Dormire e riposare. Scegliere il vestiario adeguato; vestirsi e svestirsi. Mantenere la temperatura corporea a un livello normale, scegliendo il vestiario adeguato e modificando l'ambiente. Tenere il corpo pulito, i capelli, la barba e i vestiti ben sistemati e proteggere il tegumento. Evitare i pericoli derivati dall'ambiente ed evitare di ferire altri. Comunicare con gli altri esprimendo emozioni, bisogni, paure o opinioni. Seguire la propria fede. Lavorare in modo da rendersi conto di un certo risultato. Giocare o partecipare a varie forme di ricreazione. Imparare, scoprire o soddisfare la curiosità che porta a un normale sviluppo e alla salute e usare tutti i mezzi disponibili per la salute. La relazione infermiere-paziente è dinamica e cambia col modificarsi delle necessità del paziente nella sua tensione verso l'autonomia personale: l'infermiere può sostituirsi al paziente, può aiutarlo, può semplicemente essere il suo partner nell'elaborazione di un progetto assistenziale. La stesura di tale progetto deve, dunque, coinvolgere appena possibile il paziente e la sua famiglia e deve integrarsi con il progetto terapeutico del medico e degli altri operatori sanitari.

L'infermiera moderna abbisogna, secondo la Henderson, di un'eccellente formazione sia sul versante delle scienze biologiche che su quello delle scienze sociali. Necessita quindi di una formazione superiore o universitaria. Ciò le può consentire di diagnosticare e di curare con efficacia.

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